Cingoli

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Il balcone delle Marche: questa è Cingoli, dalle cui mura trecentesche, a più di seicento metri di altezza, si gode di una eccezionale vista sulla regione. Un territorio invidiabile ed abitato sin dal 5000 a.C., presidiato dai Piceni, citato da Giulio Cesare e giunto attraverso vari passaggi ad un ricco medioevo e un interessante rinascimento: artigiani, commercianti, artisti e signori ne fecero un importante centro, sino all’elezione al soglio pontificio di Pio VIII, il cingolano Francesco Saverio Castiglioni.

Da poco entrato a far parte dei borghi più belli d’Italia, delle numerose chiese e dei palazzi, Cingoli offre ai visitatori una buona ricettività, pur rimanendo fortemente ancorata alle proprie tradizioni.

DA VEDERE
Tra le chiese di Cingoli, Sant’Esusperanzio è la più importante e bella. Se ne hanno notizie sin dal XII secolo e le sue forme romanico-gotiche, con una semplice, lineare facciata non lasciano dubbi sulla sua appartenenza. Rinascimentali, tuttavia, sono l’atrio ad archi con il ballatoio, mentre di respiro chiaramente romanico è l’interno ad aula unica, arricchito da una tribuna del XVI secolo. La chiesa conserva anche begli affreschi ed una cripta con le reliquie del santo.

A Cingoli morì la santa l’eugubina Santa Sperandia, cui è dedicata una bella chiesa del XIII secolo, che ne conserva il corpo. Ospita affreschi di artisti locali degni di nota, tra i quali spicca il Miracolo delle ciliegie.

Curioso è l’antefatto di San Nicolò, costruita per non costringere i cingolani a percorrere la lunga strada fino a Sant’Esusperanzio, patrono del paese. Una succursale, per così dire, voluta nella prima metà del 1200: se la facciata è stata ritoccata sensibilmente nel XVI secolo, l’interno è pressoché intatto dal punto di vista strutturale e contiene un bell’altare in pietra trasportato qui nel 1995 dalla chiesa abbandonata di San Paterniano.

Il prospetto rinascimentale del Palazzo Comunale voluto dal vescovo di Cingoli nasconde quel che resta della costruzione originaria del XIII secolo. Dal XVI secolo in poi il palazzo svolse varie funzioni, tra cui quella di archivio per la memoria storica del paese, monte di pietà e teatro.

Palazzo Castiglioni è un edificio particolarmente intrigante, perché costruito, alla fine del Seicento, dall’unione di due diversi fabbricati. Ne è nato un signorile palazzo per la famiglia più in vista di Cingoli, animato da facciate asimmetriche, due entrate differenti e, all’interno, un’articolato percorso di stanze, scale, dislivelli e falsi piani. Nel XIX secolo il complesso venne arricchito per volontà di Filippo Castiglioni: a lui si deve un bel balcone in ferro battuto, i due portoni ed il cornicione esterno.

La ricchezza del borgo marchigiano spinse molti cittadini illustri, alcuni patrizi altri di estrazione popolare ma improvvisamente arricchitisi, a far sfoggio del proprio status attraverso palazzi sontuosi. Oggi, per l’estinzione di alcune famiglie e per eredità complesse alcuni di questi edifici non sono valorizzati a dovere, come nel caso del settecentesco palazzo Mucciolanti, ma vale comunque la pena visitarli ed ammirarne le facciate che, dal Quattrocento in poi, gareggiavano tra loro per originalità e levatura artistica. Da segnalare, soprattutto, la facciata ed il bel portone, con tanto di telamoni, di palazzo Puccetti e l’affascinante palazzo Raffaelli: qui Francesco Maria Raffaelli allestì una biblioteca con ben 45.000 volumi che la famiglia vendette e disperse per debiti di gioco e alla quale è intitolata una piccola via che costeggia l’edificio.

DA GUSTARE
Passeggiando tra le vie strette di Cingoli è consigliabile una sosta presso La cantina del Palazzo, un ristorante e locale molto particolare della cittadina. La sua singolarità sta nel fatto che occupa il pianoterra di Palazzo Castiglioni, in passato destinato a cantina e scuderie, ed ha lasciato il più possibile immutata la struttura: si divide, perciò, in una serie di stanze più o meno piccole, arredate con oggetti d’epoca, tanto signorili quanto di lavoro, che ospitano uno o due tavoli a testa per i commensali. Un’atmosfera davvero particolare, alimentata dal pavimento, lasciato nella sua vesta originaria in ciottoli all’ingresso, e dalla antica sede delle stalle, ora antistante la cucina.

DA PROVARE
Il parco delle pietre vive è stato inaugurato nel 2006 ed occupa un terreno verde non lontano dal centro storico. Per volontà di privati, il parco ospita sculture di artisti contemporanei, destinate ad aumentare nel tempo, ed iniziative legate al mondo dell’arte e della cultura contemporanea. Sullo sfondo del paesaggio marchigiano, si tratta di un luogo ricco di suggestioni e che denuncia la volontà del paese di continuare ad essere un punto di riferimento nella cultura della zona.

CURIOSITÀ
A poca distanza da Cingoli, in frazione Cervidone, si trova il Boccale d’Oro, ristorante e locale immerso nel verde che propone una birra artigianale della zona prodotta dalla ditta Bianchi. Vale la pena assaggiare questo prodotto atipico per la regione.

Cingoli ospita due Festival davvero particolari: il grande Festival Internazionale delle Mongolfiere in giugno e il Festival delle statue viventi a luglio: in questo mese gli artisti di “arte inerte” ne popolano le vie ed i palazzi creando effetti di grande suggestione.

 
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